RUOTE ROSA: motori al femminile
Il mio primo raduno cabrio in Val d’Orcia: com’è andata davvero tra motori, amicizie e paesaggi da film
Quarantacinque cabrio in fila, il vento tra i capelli, il sole della Toscana e il profumo del fieno appena tagliato. Se dovessi riassumere il mio primo raduno cabrio in Val d’Orcia, partirei proprio da qui.

Quarantacinque cabrio in viaggio tra le colline della Val d’Orcia: difficile chiedere di più.
Un weekend fatto di strade panoramiche, nuove amicizie, piccoli aiuti inaspettati, soste gastronomiche, luoghi da cartolina e quella sensazione rara di sentirsi parte di qualcosa, anche quando si parte da soli.
Dopo avervi raccontato la mia partenza da Imperia verso la Toscana per la rubrica Ruote Rosa di Cose da Donna, è arrivato il momento di raccontarvi com’è andata davvero.
Da Imperia a Siena: una tappa piena di ricordi, rose e dolci irresistibili
Prima di raggiungere Chianciano Terme, mi sono concessa una deviazione che aspettavo da anni: Siena.
Non tornavo in città da quando ero bambina e ci ero stata insieme a mio padre e alle mie sorelle. Rivederla oggi ha avuto un sapore diverso, fatto di ricordi, immagini lontane e nuove prospettive. Soprattutto perché mi sono data appuntamento proprio lì con una delle mie due sorelle e suo marito.
Come spesso accade nei viaggi, anche questa volta le coincidenze hanno reso tutto più speciale.
Sono arrivata proprio nel giorno dedicato a Santa Rita da Cascia, e in città le rose simbolo della santa erano ovunque. Naturalmente non ho resistito e ne ho acquistata una anch’io, piccolo gesto simbolico che ha reso quella tappa ancora più significativa.

Siena mi ha accolta nel giorno di Santa Rita, tra rose e ricordi.
A rendere il passaggio senese ancora più particolare ci hanno pensato due guide d’eccezione: Carla e Walter, amici dei miei parenti, che ci hanno accompagnati in un piccolo tour improvvisato della città.
Prima di ripartire, però, tappa obbligata da Il Magnifico, storico forno senese, dove ho ceduto senza troppi sensi di colpa a ricciarelli e cantucci appena sfornati.
Un consiglio? Se passate da Siena, fermatevi. Ne vale assolutamente la pena.
Il cestino da picnic? Alla fine l’ho portato davvero
Alla fine sì, il cestino da picnic è salito in macchina con me.
In una Peugeot 206 CC, soprattutto con la capote pronta ad aprirsi, lo spazio è quasi un miraggio. Ma alcune cose sono irrinunciabili.
Dentro avevo preparato:
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un panino con asparagi, uovo sodo a fette, scaglie di grana e maionese
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un secondo panino con hamburger vegano fatto in casa, lattuga, pomodoro, olio e sale
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una piccola sfogliatina dolce
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e naturalmente qualche cioccolatino
Perché viaggiare è bellissimo, ma anche mangiare bene lungo la strada ha il suo perché.
Spoiler: presto vi racconterò anche le ricette del mio cestino da viaggio.
Fortuna Resort: hotel un po’ datato, ma personale da applausi
Una volta arrivata a Chianciano Terme, ho soggiornato al Fortuna Resort, struttura convenzionata con il club.

Colazione abbondante prima di partire per il tour tra le colline toscane.
Sarò sincera: l’hotel appare piuttosto datato ma, come spesso succede, la differenza la fanno le persone.
La colazione era abbondante e adatta a tutti i gusti: torte, brioche, menù salato, bevande per tutti i palati.
Una menzione speciale va però al maître di sala, il signor Marco, che con santa pazienza, simpatia e grande disponibilità ha seguito le mie esigenze vegetariane durante il soggiorno.
Piccoli gesti che fanno sentire accolti.
Il raduno cabrio in Val d’Orcia può iniziare: 45 auto davanti alle terme
Sabato mattina davanti alle Terme di Chianciano è iniziata davvero l’avventura.
Finalmente volti reali dopo tanti messaggi, telefonate e gruppi social.

Finalmente dal vivo: dalle chat ai sorrisi davanti alle Terme di Chianciano.
Ci eravamo sentiti tante volte online, spesso per confrontarci su problemi tecnici, piccoli difetti delle auto o semplici curiosità. Ma incontrarsi di persona è tutta un’altra cosa.
Davanti alle terme ci siamo presentati, osservati, raccontati.
E naturalmente ammirate tutte le vetture.
La mia t-shirt Peugeot, perfettamente in tono con la mia 206 CC nera, è stata il piccolo tocco di stile che non poteva mancare.
Quando un club diventa una famiglia
Nel settore Peugeot 206 CC si è entrati subito nel vivo. Per chi possiede la piccola cabrio, confrontarsi con altri appassionati significa spesso trovare soluzioni pratiche a piccoli problemi meccanici. Idee, confronti, consigli, osservazioni meccaniche e tanta voglia di aiutarsi.
Ed è qui che ho capito davvero una cosa: un club non è solo auto. È comunità.
Giorgio, insieme a Vittorio e ad altri peugeottisti esperti, mi hanno persino a posto alcune vibrazioni del bagagliaio in quattro e quattr’otto e un piccolo problema alla serratura. Problemi che mi trascinavo da tempo e sui quali avevo parecchi dubbi.
Sì, li chiamo “fratelli”. Perché la sensazione era proprio quella: trovarsi dentro una grande famiglia dove nessuno tiene per sé competenze, consigli o tempo.
Ed è forse anche questo che mi ha spinta a partire: scoprire come persone che fino a poco prima erano sconosciute possano aiutarsi con semplicità, unite dalla stessa passione.
Sessanta chilometri di bellezza: vento, sole e profumo di fieno
Il momento più magico? Probabilmente il tour in carovana.

La Val d’Orcia in cabrio: una di quelle cose da vivere almeno una volta.
45 cabrio per circa 60 chilometri di percorso, a una velocità rilassata di 50 km orari, tra curve morbide, soste tattiche e paesaggi che sembravano usciti da un film.
Il sole sulla pelle, il vento tra i capelli e perfino il profumo del fieno appena tagliato hanno trasformato la guida in qualcosa di difficile da spiegare.
Bisognava esserci. Un’esperienza lenta, elegante e profondamente immersiva. Esattamente il contrario della fretta quotidiana.
Questo viaggio in Toscana si è trasformato in qualcosa di molto più di un semplice weekend tra motori.
Bagno Vignoni e Pienza: piccoli consigli che cambiano il viaggio
Tra una tappa e l’altra sono riuscita anche a ritagliarmi momenti fuori programma insieme ad altri peugeottisti.

Piccole deviazioni che meritano assolutamente il viaggio.
Ho visitato Bagno Vignoni, piccolo gioiello toscano dal fascino quasi sospeso nel tempo.
E poi Pienza, meta suggerita da Vittorio, che si è rivelata una scelta perfetta.
Perché a volte bastano i consigli giusti per trasformare un viaggio bello in qualcosa di memorabile.
Le Ruote Rosa della 206 CC: Rossana e Dante, un incontro che non dimenticherò
Ma solo uomini? Assolutamente no.
Tra le Ruote Rosa del mondo 206 CC ho avuto il piacere di conoscere Rossana, arrivata con il suo compagno di viaggio più speciale: Dante, un meraviglioso golden retriever “medico a quattro zampe”.

Dante, il golden retriever che ha conquistato il cuore di tutti.
Rossana affronta importanti problemi di salute e Dante è il suo angelo custode. Inutile dirvi che il dolcissimo peloso ha conquistato tutti. Partecipanti, passanti e — lo ammetto — anche la sottoscritta.
Una presenza silenziosa ma piena d’amore.
Una torta, nuovi progetti e altre strade da percorrere
Anche il pranzo sociale ha avuto il sapore delle cose fatte con cura.
I pici toscani che per me erano conditi semplicemente con pomodorini freschi. Mi hanno fatta impazzire!
Le torte realizzate da una pasticceria locale erano un classico intramontabile: pan di Spagna, crema chantilly, panna montata, gocce di cioccolato e frutta fresca. Perfettamente uguali, ma su una era disegnato il logo di Club Cuore Cabrio e sull’altra quello di Peugeot 206 CC Planet.
Una chiusura perfetta per un weekend speciale.
E poi c’era Roberto, il presidente di Club Cuore Cabrio. Con la sua simpatia discreta, eleganza e quella continua voglia di progettare nuove avventure on the road, ci ha lasciati promettendoci qualcosa che spero davvero si possa realizzare presto: nuovi tour nel Nord Italia, tra Liguria e Lago Maggiore.
Perché alcuni viaggi finiscono.
Altri, invece, iniziano proprio quando si torna a casa.
E Piumy?
Vi ricordate che nell’articolo della partenza vi avevo parlato della mia dolcissima Piumy, che avevo scelto di lasciare a casa per prudenza?
Purtroppo, mentre ero via, le sue condizioni si sono aggravate e poco dopo il mio rientro è volata sul Ponte dell’Arcobaleno. Confesso che questo ritorno ha avuto un sapore diverso da quello immaginato.
Porto nel cuore il ricordo di un weekend bello, pieno di persone gentili, strade meravigliose e incontri inaspettati.
Ma anche un grande vuoto.
Forse, oggi più che mai, questo viaggio mi ricorda quanto sia importante vivere davvero ogni momento, ogni incontro e ogni chilometro condiviso.
Se ami i viaggi on the road, le auto e le moto vissute da un punto di vista femminile e gli itinerari in libertà, trovi altri racconti nella rubrica Ruote Rosa.



