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La mostra “Visione oltre la luce”, un grande successo

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La mostra “Visione oltre la luce”, un grande successo

Nella giornata di apertura della mostra sensoriale “Visione oltre la luce” di Paola Arrigoni il 23 marzo a Pinacoteca Rambaldi Museo di Villa Luca a Coldirodi (in provincia di Imperia) i visitatori sono stati numerosi.  Sin da subito è risultata un successo: 56 persone, considerando che possono entrare 4-5 visitatori alla volta e che la domenica il museo è aperto solo di pomeriggio.

Siamo al secondo fine settimana di apertura e già i numeri si fanno interessanti.

Visione oltre la luce è un’idea unica. Non la solita mostra, ma qualcosa che va oltre la vista, appunto.

Si entra bendati con una mascherina (che poi rimane al visitatore), perché è una mostra dove si mettono in gioco le emozioni. La scelta è stata quella di stimolare i sensi, al di fuori della vista. Si indossano delle cuffie che permettono di esplorare le opere e ascoltare la lettura di brani e di musiche ad hoc.

Non è solo il mettersi nei panni degli altri, di coloro che non vedono con gli occhi (e ci tengo a sottolineare il vedere con gli occhi), ma è un insegnamento, l’imparare a esplorare il mondo con tutti i sensi.

Dal momento in cui si viene bendati, dicevo, parte la mostra sensoriale. Un gruppo di volontari, a turno, accompagnano i visitatori nel percorso. Non si fermano un attimo, sempre con il sorriso e la certezza di contribuire a una grande sfida collettiva.

Foto di Giovanni Sacchi

Un viaggio attraverso le emozioni, i ricordi e i sogni. Sì, perché ogni quadro e/o ogni istallazione materici sono accompagnati da suoni, profumi e gusti che risvegliano sensazioni differenti, così come si è persone differenti una dall’altra. Questa è la prova che la stessa situazione è vissuta e percepita a modo diverso da ognuno, in base alla personale esperienza di vita.
Ad ogni tappa, la voce guida invita a usare il senso del tatto toccando le opere. In questa fase, possono stimolarsi dei ricordi. A volte si riconosce un oggetto, a volte no, in questo caso  si capisce come un punto di vista possa essere totalmente diverso.
Dopo lo smarrimento iniziale, passo dopo passo, si impara ad ascoltare il proprio corpo. Non è più (o solo) l’audioguida a parlare, ma il proprio cuore. Si inizia a percepire la voce interiore.

A volte non osavo andare ai confini dell’opera, come se ci fossero dei limiti autoimposti. Una sorta di rispetto silente, non timore. Nel riflettere ho capito che era come il non voler violare un segreto –  finire la sensazione onirica – e rompere un patto implicito.

Altre volte, “percepivo”, prima di udirle, le indicazioni dell’audioguida. A quel punto tutti i sensi erano attivati e concertavano insieme al posto della vista, ma donando una visione che andava ben oltre la luce, più ampia.

Foto di Giovanni Sacchi

E ancora, alla ricerca dei limiti del cuore. No, non è una allegoria, ma il saper riconoscere la forma del cuore di un’installazione ed essere spronati ad andare oltre il limite stesso dell’opera.

Ciascuno ha un proprio vissuto e come tale la reazione personale uscendo dal percorso museale di Visione oltre la luce scaturisce emozioni diverse. Chi ride, chi piange o semplicemente chi si ritrova beatamente rilassato.

Altri si riconoscono nelle frasi dei messaggi, come se un’intelligenza superiore (attenzione, non artificiale) li dedicasse apposta a loro. Come se leggesse nell’anima. Insomma, non si può dire che la mostra sia o non sia, perché esattamente come i sentimenti, il respiro e la vita tutto può cambiare a seconda di chi la vive e la mette in atto.

Lo “spettatore sensoriale” è il vero protagonista della mostra che con il tatto, cioè toccando le opere, fa il suo viaggio. Breve, ma intenso.

Quando poi si tolgono le bende, lo sguardo vaga, c’è un momento di smarrimento, sembra quasi un risveglio, un ritorno da una propria profondità, totalmente privata e intima. Un viaggio dentro di noi ma che ci fa scoprire che un mondo diverso è ancora possibile (Paola Arrigoni, artista).

In totale le opere sono undici, di cui otto quadri e tre installazioni. L’esperienza dura circa mezz’ora.

Io personalmente ho sorriso durante tutto il percorso. Ho “ascoltato” con le mani, l’olfatto e l’udito. Ma prima di tutto, ho ascoltato con il cuore.
Tolta la mascherina lo sguardo ha realmente vagato, ma perché la mente e il cuore erano ancora nella stanza del mio Io. Ci vuole un attimo per metabolizzare, ma la meraviglia è tanta.

All’uscita sono  stata accolta da Paola Arrigoni che a sua volta, come uno specchio magico, ha riflesso tutto lo stupore nel suo viso. Il sorriso e la luce erano come quelli dei bambini al luna park. Pure lei, attraverso l’esperienza sensoriale di ognuno dei visitatori, ogni volta scopriva e scopre una sfaccettatura di ciascuna delle sue opere. E di se stessa. Una chiave di lettura, come se le sue opere fossero “dei tarocchi” che raccontano di lei.

Penso che ogni persona accolta sia per lei un ulteriore viaggio nella sua creazione e ogni volta possa ritornarle anche una parte di sé attraverso il viaggio dell’altro.

Subito dopo mi hanno accolta Fabrizio (D’Alessandro) e Cesare (Longordo) rispettivamente presidente e vice presidente dell’Unione Nazionale Ciechi e ipovedenti di Imperia. Il loro sorriso, quasi di gioia, e la gentilezza che mi hanno donato sono andati sancora di più a riempire il cuore di emozioni e calore. Io avevo appena fatto un breve viaggio all’interno del loro mondo, ero entrata nel loro spazio, anche se per poco tempo, e questa è stata una splendida sorpresa per entrambi. In quel momento eravamo tutti bambini. La loro accoglienza è stata come quella dei compagni di giochi che ti chiedono di raccontare un’avventura appena vissuta. Curiosi di conoscere le tue sensazioni. Avevo voglia di abbracciarli, tutti, però mi sono trattenuta, sappiatelo! C’erano già altre persone in coda a cui dovevo lasciare lo spazio, meritavano anche loro di arricchirsi di questa meravigliosa esperienza.

Potrei inserire questo articolo-recensione nella rubrica del benessere e della psicologia? Sì, potrei. Ma ho preferito continuare a lasciarlo in MostrArte, perché si sappia che l’arte contemporanea è un’esplorazione senza confini e costante, dove il tutto si concilia e si inserisce nel tutto.

Il tempo di decantare e rientrare nel presente, mi “prende per mano” Flavio, uno dei volontari, per guidarmi nella visita della Pinacoteca con le sue innumerevoli ricchezze: un tesoro sconosciuto che merita di essere scoperto. Ma vale un articolo a se stante, totalmente dedicato.

I ringraziamenti

Da sin.: Gianluca Verlingieri, Paola Arrigoni, Fabrizio D’Alessandro, Cesare Longordo, Patrizia Fedrichi. Foto di Giovanni Sacchi Unione Italiana ciechi e ipovedenti della sez. di Imperia)

Fondamentale, dunque, è stata la partecipazione dell’Unione Nazionale ciechi sezione di Imperia, per l’allestimento, il confronto e la partecipazione più viva.

La Fondazione CRC ha creduto nel progetto e ha deciso di sponsorizzarlo creando una collaborazione tra Cuneo e Coldirodi. 

Il professore e sound designer Gianluca Verlingeri ha dato voce e note, attraverso il suono, a pensieri e idee.

I volontari e tutti coloro che stanno dando la loro disponibilità perché il progetto esista e sia attivo più che mai.

 

 

 

Informazioni

Visione oltre la luce

dal 23 marzo al 12 maggio compreso

Pinacoteca Rambaldi – Museo di Villa Luca

Orario
Venerdì 9.00/12.00
sabato 9.00/12.00 – 15.00/18.00
domenica 15.00/18.00

Visto il grande successo, si consiglia vivamente di prenotare la visita.

Visite in altri giorni e orari, anche per singoli o piccoli gruppi, su richiesta.

tel. 0184 670398, cell. +39 320 0375820

ufficio.museocivico@comunedisanremo.it

info@pinacotecarambaldi.it

Biglietti

  • Intero € 5
  • Ridotto € 3 (over 65, studenti fino a 26 anni, gruppi minimo 10 persone)
  • Gratuito per bambini sotto i 6 anni, disabili e guide turistiche munite di patentino

Nel biglietto è compresa la visita alla straordinaria collezione della Pinacoteca Rambaldi, che raccoglie oltre cento opere pittoriche comprese tra il XV e XIX sec.

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