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Scorcio di Piazza Grande a Modena con il palazzo ducale

DONNA IN VIAGGIO

Cosa vedere a Modena: guida per un weekend tra motori e buon cibo

Se stai pianificando un viaggio in Emilia-Romagna per assistere ai grandi concerti del Jazz Open, cogli l’occasione per scoprire una delle città più eleganti e golose d’Italia. Modena è una città a misura d’uomo, perfetta da girare a piedi e capace di unire storia, cultura, motori e una tradizione gastronomica tra le più amate del Paese.

Tra un concerto e l’altro, bastano due giorni per lasciarsi sorprendere da piazze monumentali, musei iconici e indirizzi dove mangiare bene, anche per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana, come me.

Il cuore storico di Modena: Piazza Grande e il sito UNESCO

Duomo e piazza Grande a Modena patrimonio UNESCO

Duomo e piazza Grande a Modena patrimonio UNESCO – foto di Nacchio – Archivio fotografico Visitmodena

Il punto di partenza non può che essere Piazza Grande, il salotto della città. Insieme al Duomo di Modena e alla celebre Torre Ghirlandina, forma uno dei complessi medievali più belli d’Italia, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, è considerato uno dei capolavori del romanico europeo. Vale la pena fermarsi a osservare i dettagli della facciata e i celebri bassorilievi scolpiti da Wiligelmo, capaci ancora oggi di raccontare storie antiche con sorprendente forza espressiva.

Poco distante svetta la Ghirlandina, alta 86 metri. Se non temi qualche gradino, salire in cima regala una splendida vista sui tetti color pastello della città e sulla pianura emiliana.

A pochi passi si incontra anche il maestoso Palazzo Ducale, oggi sede dell’Accademia Militare. La sua facciata barocca, una delle più scenografiche della città, farà anche da suggestivo sfondo ad alcuni eventi del Jazz Open.

Modena e la passione per i motori: il Museo Enzo Ferrari

Il padiglione giallo futuristico del Museo Enzo Ferrari a Modena.

L’avveniristico design del Museo Enzo Ferrari, tappa imperdibile in città. Foto: Museo Ferrari

Modena è il cuore pulsante della cosiddetta Motor Valley e anche chi non è appassionato di automobili finisce inevitabilmente per lasciarsi conquistare da questo universo.

Una tappa da non perdere è il Museo Enzo Ferrari (MEF), dedicato al fondatore della casa di Maranello. La struttura unisce la casa natale di Enzo Ferrari a un moderno padiglione dal profilo avveniristico, il cui tetto giallo richiama idealmente il cofano di una vettura sportiva.

All’interno si possono ammirare modelli storici, auto leggendarie e allestimenti immersivi che raccontano non solo la storia Ferrari, ma anche il legame profondo tra Modena e il mondo dei motori.

Cosa mangiare a Modena: i sapori da non perdere

Mercato Albinelli

Mercato Albinelli – foto: Archivio Fotografico Visitmodena

Nessun weekend a Modena può dirsi completo senza una sosta gastronomica. Per respirare davvero l’anima della città, vale la pena fare un salto al Mercato Storico Albinelli, gioiello liberty inaugurato negli anni Trenta e ancora oggi amatissimo dai modenesi.

Qui si può fare colazione, fermarsi per un aperitivo o semplicemente curiosare tra i banchi storici.

Tra i sapori simbolo della città, ci sono alcuni prodotti da provare almeno una volta:

I tortellini, rigorosamente fatti a mano dalle sfogline locali e tradizionalmente serviti in brodo.

Il gnocco fritto — sì, rigorosamente il gnocco e non lo — soffice e dorato, solitamente accompagnato da salumi e formaggi del territorio.

Il Lambrusco, vino rosso frizzante emiliano, perfetto per accompagnare la cucina locale.

E naturalmente lui: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, un piccolo tesoro gastronomico ottenuto da lunghi invecchiamenti in botti di legni diversi. Se hai tempo, vale davvero la pena visitare un’acetaia nei dintorni per scoprirne storia, profumi e segreti. Nei prossimi giorni dedicheremo anche un approfondimento su come riconoscere quello autentico e usarlo in cucina.

La mia sfida: vivere Modena da vegetariana senza rinunciare ai sapori del territorio

Diciamoci la verità: Modena è un paradiso gastronomico, ma per chi è vegetariana o vegana il primo impatto con la cucina emiliana può intimidire un po’.

Tra tortellini in brodo, gnocco fritto tradizionale e menu molto legati alla carne, il rischio di ripiegare sulla classica insalata triste sembra dietro l’angolo.

La buona notizia è che Modena sa essere sorprendentemente accogliente anche per chi segue un’alimentazione vegetale. In occasione della mia trasferta di luglio per il Jazz Open ho deciso quindi di trasformare il weekend in una piccola missione personale: trovare indirizzi davvero interessanti per mangiare bene senza rinunciare all’identità gastronomica del territorio.

Prima di partire sto verificando personalmente menu e disponibilità, ma questi sono i locali che entreranno sicuramente nella mia lista.

Bottega Vegana

Nel centro storico è uno degli indirizzi più citati da chi cerca cucina vegetale. L’idea di reinterpretare alcuni sapori emiliani in chiave plant-based mi incuriosisce parecchio. È il posto che ho segnato per un pranzo veloce tra una visita al Duomo e un concerto.

Erbavoglio

Tra gli indirizzi che proverò sicuramente durante il weekend del Jazz Open c’è Erbavoglio, ristorante vegetariano e vegano che mi ha incuriosita non solo per il menu, ma anche per l’approccio umano.

Prima di scrivere questa guida ho voluto contattare direttamente alcuni locali per capire quanto fossero davvero attenti alle esigenze di chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana. A rispondermi, nel caso di Erbavoglio, è stato direttamente lo chef: disponibile, cordiale e molto attento nel raccontarmi la filosofia della cucina e la cura per le materie prime.

La proposta punta sulla stagionalità e su una rilettura personale della cucina del territorio, senza rincorrere semplici imitazioni dei piatti tradizionali. Dopo la telefonata, la curiosità è cresciuta ancora di più: sarà sicuramente una delle tappe che testerò personalmente a luglio.

Trattoria Aldina

Per chi vuole vivere anche l’atmosfera autentica della trattoria modenese, resta nella mia wishlist. Mi hanno parlato molto bene delle proposte vegetariane fuori menu e dei tortelloni burro e salvia. Prima di inserirla definitivamente nella guida sto però verificando tutto direttamente con il locale.

Io Veg

Tra gli indirizzi vegan più conosciuti della città, promette piatti creativi e qualche interessante rivisitazione della tradizione emiliana in versione vegetale.

Modena tra jazz, cultura e sapori: il weekend perfetto

I Meute all'Open Jazz Modena piazza Roma

Meute foto Steffi Retti

Il bello di Modena è proprio questo: riuscire a mettere insieme musica, arte, motori e buon cibo senza la frenesia delle grandi città.

Se andrai al Jazz Open, il consiglio è semplice: fermati almeno un paio di giorni. Tra un concerto e l’altro avrai il tempo di perderti tra piazze storiche, assaggiare specialità locali e magari scoprire che perfino nella patria del tortellino può esserci spazio per una vegetariana in trasferta.

Hai un ristorante vegetariano o vegano del cuore a Modena? Scrivimelo nei commenti: sto preparando la mia personale mappa gourmet per luglio.

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