SPETTACOLO
Alfonsina Alfonsina. Il diavolo in gonnella
Alfonsina è la protagonista di Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile XX edizione
Nel 2024, anno delle Olimpiadi in cui Genova è Capitale Europea dello Sport, Schegge di Mediterraneo, in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, realizza il nuovo progetto dedicato ad Alfonsina Strada, la ciclista padana pioniera della parificazione di genere in campo sportivo.
La storia di Alfonsina va in scena cento anni esatti dal Giro D’Italia del 1924 a cui lei prese parte. Quella fu la prima volta nella storia del ciclismo in cui una donna gareggiò insieme agli uomini.
La radiocronaca dei primi giri d’Italia con l’EIAR tenne l’Italia seduta in poltrona a immaginare le biciclette che svettano dal mare agli Appennini.
Lo spettacolo porta in scena quell’Italia nella campagna bolognese, dove nacque Alfonsina Neri nel 1891, in una famiglia di contadini, povera e numerosa, fino a giungere all’impresa del Giro d’Italia del 1924, prima donna in assoluto a parteciparvi.
Laura Curino indossa i panni di Alfonsina, entra ed esce dalla narrazione con la maestria che la caratterizza.
Lo spettacolo inizia proprio da un celebre episodio accaduto nel corso della competizione.
Alfonsina
In quegli anni il Giro prevedeva dodici tappe per un totale di 3618 km da percorrere con bici pesantissime e senza cambio su strade bianche, tra buche, ghiaia e polvere.
All’ottava tappa, L’Aquila – Perugia, Alfonsina cadde e ruppe il manubrio, che fu costretto a riparare con un manico di scopa.
L’arrivo a Perugia fu oltre il tempo massimo, ma gli organizzatori del Giro e in primis il direttore della Gazzetta dello Sport, Emilio Colombo, trovarono un compromesso e Alfonsina poté proseguire la corsa, pur non essendo formalmente considerata in gara.
La sua prestazione sportiva stava attirando sempre più interesse, suscitando curiosità e stima da parte del pubblico e della stampa.
La prima ciclista della storia
Alfonsina stava dimostrando come le donne potessero sfidarsi allo stesso modo degli uomini in una competizione tanto importante quanto dura e pericolosa.
Alfonsina sarà poi tra i trenta atleti (erano partiti in novanta) a rientrare a Milano, completando il Giro d’Italia e conquistando l’amicizia e la stima di molti giornalisti e corridori dell’epoca.
Il diavolo in gonnella
Lo spettacolo ripercorre, tra flashback e videoproiezioni che ruotano tutto intorno al suo mondo, la vicenda di Alfonsina Strada, dalla prima bicicletta regalata dal padre, ai primi successi nelle competizioni, che le valsero il soprannome di diavolo in gonnella, passando per il rapporto complicato con la famiglia e il matrimonio con Luigi Strada, che la sostenne lungo tutta la sua carriera.
Le cronache dell’epoca e gli articoli di giornale testimoniano la conflittualità con cui venne accettata la sua partecipazione al Giro d’Italia e come fu denigrato nella memoria ai posteri il suo protagonismo sportivo.
Alla splendida Laura Curino il compito di entrare ed uscire dalla narrazione con la maestria che la caratterizza.
La sua incredibile vicenda è ispiratrice della lotta per la parità di genere, non solo nell’agonismo, ma nella società.
Abbiamo già parlato di donne che si contraddistinguono in mondi considerati riservati solo agli uomini, come le Streghe della notte, che proprio per la loro forza vengono soprannominate con appellativi riferiti a personaggi degli inferi, il diavolo in gonnella e le streghe della notte, appunto, sono solo un esempio. Ma queste donne non sono né esseri mostruosi, né diabolici, semplicemente donne dalla forza straordinaria che hanno dimostrato di valere tanto quanto, se non di più, dei colleghi uomini.
ALFONSINA ALFONSINA. Il diavolo in gonnella
Testo di Andrea Nicolini
Drammaturgia Laura Curino
Scenografia e regia Consuelo Barilari
con Laura Curino

Informazioni
ALFONSINA ALFONSINA. Il diavolo in gonnella
via Nicolò Bacigalupo 6, 16122 Genova
Date e orari
- 27/11/2024 h. 20.30
- 28/11/2024 h. 19.30
Mercoledì 27 novembre dopo lo spettacolo avrà luogo un incontro con Antonio Micillo, Presidente CONI e Giada Borgato, cronista Rai.
Durata dello spettacolo: 70 minuti.
Biglietti



