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TAMARA de LEMPICKA, in mostra a Torino

CASA DA DONNA

TAMARA de LEMPICKA, in mostra a Torino

Palazzo Chiablese a Torino ospita la mostra di Tamara de Lempicka, dal 19 marzo al 30 agosto 2015

Jeune fille en vert (Jeune fille aux gants) 1927/1930

Jeune fille en vert (Jeune fille aux gants)
1927/1930

La mostra dedicata a Tamara de Lempicka – dal 19 marzo a Torino in Palazzo Chiablese, e successivamente a Budapest all’Hungarian National Gallery – presenta circa 100 opere in un percorso tematica a sezioni (I mondi di Tamara; Natura morta; Devozione; Ritratti; Nudo; Moda) che permetterà al pubblico di conoscere nuovi aspetti della vita e dei lavori della famosissima artista, le cui opere sono icone universalmente riconosciute.

I mondi di Tamara de Lempicka

Ad accogliere il visitatore è la Ragazza in verde. La prima sezione racconta la sua realtà di artista vissuta tra due mondi, l’Europa e l’America, esplorata in un percorso che presenta le sue case e i quadri ispirati ai loro interni, mettendo in relazione il periodo vissuto tra il 1916 e il 1980, tra l’anno del suo matrimonio a San Pietroburgo e l’anno della morte a Cuernavaca, con la sua evoluzione artistica.

Madame la Baroness, Modern medievalist

È il titolo di un articolo dei primi anni Quaranta, da cui la seconda sezione prende il nome, uscito negli Stati Uniti, dove si parlava del suo virtuosismo tecnico espresso soprattutto nelle nature morte, primo genere al quale Lempicka si dedicò. Questo suo interesse, qui è documentato a partire dagli anni giovanili fino agli anni Cinquanta; un’attenzione particolare è riservata ad alcune opere che presentano strette connessioni con le contemporanee fotografie di Freund, Kertész, Kollar e Maar. È in questa sezione che si può ammirare La conchiglia, uno straordinario trompe-l’oeil del 1941.

The Artist’s Daughter

Anche la terza sezione prende il titolo da un articolo americano del 1929. Presenta i dipinti dedicati alla figlia Kizette che le portarono i maggiori riconoscimenti: tra le opere esposte Kizette al balcone, premiato nel 1927, e La comunicanda, premiato nel 1929.

Sacre visioni

Donna dalla natura ambivalente, Lempicka a una condotta trasgressiva fa coincidere un interesse insospettabile per la pittura “devozionale”, quella della quarta sezione. Madonne e santi, sono i dipinti riuniti in questa sezione, come la Vergine col bambino del 1931, la Vergine blu del 1934, incentrata sulla tipologia che le procurò maggiore successo: la ritrattistica.

Dandy déco

È la quinta sezione che racconta il costante rapporto della Lempick con il mondo della moda, nato già nel 1921, quando faceva l’illustratrice di prestigiose riviste. Qui si trovano molte delle più note icone della Lempicka, da Le confidenze del 1928, alla Sciarpa blu del 1930, fino al Ritratto di Madame Perrot con calle del 1931-32. Tutti gli abiti indossati dalle modelle di queste opere sono stati identificati da Gioia Mori, la curatrice della mostra,  come desunti da vere creazioni di moda, realizzate dagli stilisti preferiti della Lempicka, da Lucien Lelong a Marcel Rochas alla Maison Blanche Lebouvier.

Scandalosa Tamara

Nella sesta sezione si affronta il tema della coppia, sia eterosessuale ripresa dal Bacio di Hayez, qui esposto in una versione ad acquerello, a confronto con alcuni studi dell’artista, sia omosessuale, messa in relazione con alcuni documenti fotografici di Brassaï e Harlingue sui locali per sole donne dell’epoca. Campeggia in questa sezione il dipinto La prospettiva del 1923, primo quadro apprezzato e citato dalla critica del tempo.

Le visioni amorose

Caratterizzano la settima sezione, racconta attraverso eccezionali nudi la delicata attenzione riservata a uomini e donne da lei amati: in mostra l’unico Nudo maschile da lei dipinto e poi tutte le donne desiderate, con capolavori come La sottoveste rosa. Per la prima volta si espone anche la principale fonte pittorica dei suoi nudi: il dipinto Venere e Amore di Pontormo, in una versione cinquecentesca di manierista fiorentino.

Dalla ripresa dell’antico la Lempicka approda allo studio della moderna fotografia di nudo: gli scatti di Laure Albin Guillot e il già citato Brassaï rendono evidente la sua ricerca sulle pose e sull’illuminazione da studio fotografico.

Per la prima volta, quindi, si esporranno anche alcune sue fonti pittoriche (come l’acquerello di Hayez), a confronto con studi dell’artista che rivelano la sua passione per l’arte antica. Tre aspetti vengono analizzati in particolare: i ritratti dedicati alle “amazones”, ovvero le amiche lesbiche, messi a confronto con fotografie di Brassai; quelli dedicati all’amica Ira Perrot, uno dei quali (il Ritratto d’Ira Perrot con calle) viene riproposto in un allestimento fatto a New York nel 1933, grazie alla documentazione recentemente rinvenuta dalla curatrice della mostra; e infine i ritratti dedicati ai bambini, in particolare alla figlia Kizette. La sezione dedicata al nudo si sviluppa attraverso l’esposizione di un antecedente antico (una tavola di metà Cinquecento di cerchia fiorentina) a cui la Lempicka ha fatto riferimento, che dà origine a una serie di spettacolari dipinti. In questa sezione sono compresi una cospicua serie di disegni e confronti con fotografie di Albin-Guillot e Brassai che rendono evidente la ricerca della Lempicka sull’illuminazione e gli scorci da studio fotografico. L’ultima sezione racconta il continuo rapporto della Lempicka con il mondo della moda. Vi si troveranno quindi le sue illustrazioni per riviste databili al 1921, disegni, dipinti e fotografie dell’artista, scattate dai massimi fotografi di moda dell’epoca 1930-1950, da d’Ora a Joffé a Maywald. Due rari filmati degli anni Trenta faranno muovere e rivivere l’artista negli spazi della mostra.

La mostra di Tamara de Lempicka, quindi, racconta questa poliedrica artista in tutte le sue sfaccettature. Da non perdere.

L’esposizione è curata da Gioia Mori, promossa dal Comune di Torino – Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group.

Informazioni utili

Indirizzo

Palazzo Chiablese

p.tta Reale – Torino

tel. 011 0240113

Orario

lun. 14.30/19.30

mar, mer, ven, sab, dom 9.30/19.30

gio 9.30/22.30

Biglietti

* intero € 13

* ridotto € 11 (dai 15 ai 26 anni, oltre i 65 anni, portatori di handicap, militari, forze dell’ordine non in servizio, insegnanti, dipendenti FS, soci Novacoop, possessori Rinascente Card)

Ulteriori info e prenotazioni

www.ticket.it/tamara – www.mostratamara.it

 di Susanna Sforza (fonte: ufficio stampa)

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