Connettiti con Noi

Quando la domenica delle palme è davvero delle palme… e dei parmureli!

CASA DA DONNA

Quando la domenica delle palme è davvero delle palme… e dei parmureli!

Chi non è ligure, per nascita o adozione, poco sa dei “parmureli”, piccoli capolavori artigianali da distribuire tra fedeli la domenica delle palme

7940_1375554292662980_1465395852_nCome da tradizione nella domenica delle palme vengono scambiati tra i fedeli i rami di ulivo, in segno di pace, un po’ dappertutto. Ma in Liguria, come anche in Sardegna, esiste la tradizione centenaria di intrecciare le foglie di palma, varietà specifiche – dactylifere, più consistenti e idonee, e delle canariensis – per realizzare piccoli capolavori da distribuire al posto del rametto d’ulivo. A Bordighera, esiste una vera e propria associazione, la Compagnia della palma, avente lo scopo di mantenere viva questa tradizione.

Maura Traverso, la presidentessa della Compagnia della palma, spiega che l’intreccio delle foglie è una vera e propria arte tramandata di generazione in generazione e che, in preparazione della santa festività, si organizzano anche corsi per insegnare questa tecnica prestigiosa ai neofiti. “Ancora oggi qualche famiglia continua a utilizzare le foglie delle palme per intrecciare i parmureli con il metodo tradizionale, in occasione della domenica delle palme, da inviare in Vaticano per Sua Santità il Papa, i Vescovi e i Cardinali”.

1001507_1375559382662471_1818477591_nMaura spiega che “i semeli utilizzati per la creazione artistica di parmureli vengono tagliati in 10-12 pezzi con lunghezza variabile, a seconda del tipo di figura che si intende creare, lasciando la punta finale, più pregiata, per un parmurelu importante. Si procede all’intreccio delle fogliette usando tecniche personalizzate e tradizioni familiari, a volte segrete”.

Non c’è proprio limite alla fantasia: man mano  che le foglie si intrecciano, ecco prendere forma figure varie: rose, pesci, vasi, colombe, barchette, palle, stelle, croci, roselline, e tanto altro ancora.

Un tempo i parmureli venivano inviati, via mare, dal porto di Sanremo a Civitavecchia e a Marsiglia.

Per vari motivi,  quella del parmeruli resta una produzione molto limitata, che purtroppo va scemando sempre più.

di Susanna Sforza

con la consulenza di Maura Traverso, presidentessa della Compagnia della palma

foto di Maura Traverso

Commenta

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

più ricercati

category

To Top