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Parlerò! Contro la violenza sulle donne

AMORE & PSICHE

Parlerò! Contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Oggi Cose da Donna rivolge il proprio pensiero e il sostegno a tutte le donne, sorelle, madri e amiche vittime di violenza, in qualunque forma essa sia esercitata, in ambito familiare ma anche professionale. Parlerò è una preghiera, perché tutte le donne sappiano riconoscere questa violenza, sia essa fisica o psicologica, di cui sono vittime e trovino la forza per dire basta, chiudendo la porta agli aguzzini.

Io, Parlerò!

È un cortometraggio realizzato da alcuni studenti della terza Liceo Artistico a.a. 2017/2018 di indirizzo multimediale nell’ambito della manifestazione Corti per la giustizia 2018,  ma che il suo messaggio ha avuto risonanza in altri concorsi, e non solo, a carattere nazionale.  La violenza di genere è il tema affrontato in modo appassionato dagli studenti, coordinati dalle docenti di Discipline multimediali, che non vogliono far “tacere” il loro videoclip, continuando a dargli eco, spazio, respiro e parola, soprattutto in occasione del 25 novembre, la giornata  mondiale contro la violenza sulle donne. Parlerò affronta in modo impattante un tema che, purtroppo, fa parte di una realtà ben viva e presente: la violenza sulle donne. È un video commovente, soprattutto se si pensa all’età degli autori e a come sono stati in grado di analizzare profondamente un tema così delicato, pronti a denunciare, a modo loro. Gli autori hanno dimostrato una maturità che, a volte, è difficile trovare persino negli adulti.
Parlerò è e sarà il video e l’immagine simbolo della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne per Cose da donna.
Si è parlato di violenza fisica ma anche psicologica, quest’ultima forse è la più subdola da riconoscere e da combattere. La violenza psicologica, spiega il magistrato Domenico Chindemi, è immateriale e non lascia segni visibili. Se, per esempio, stringo fortemente un braccio, non rimangono lividi o altre lesioni; in questo caso esercito una violenza subdola, proprio perché è invisibile, difficile da dimostrare e, di conseguenza, da denunciare. Un calcio a una sedia o a una poltrona è già sintomo di violenza psicologica, perché l’aggressore minaccia la vittima mostrando una forza in grado di atterrire la vittima, la quale non ha più il coraggio e il potere di reagire: oggi è un oggetto, domani è una persona. Tradotto: un femminicidio. Il cortometraggio Parlerò va contro tutti gli aggressori che impongono il silenzio alle proprie vittime e le minacciano quotidianamente con sguardi, gesti, parole a voce alta e calci a sedie inanimate. Io, Parlerò!

Corti per la giustizia. Nasce dai cortometraggi realizzati come iniziativa di sensibilizzazione sui temi della legalità e dei diritti in ricordo della strage di Capaci. La prima edizione della manifestazione si è svolta il 23 maggio 2018 sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, nella data di commemorazione della strage che ha visto morire il giudice Falcone. Bullismo, violenza di genere, mafia, lavoro precario sono i temi dell’iniziativa condivisa dall’Odg della Liguria, promossa dalla Sezione Ligure dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Ligure e l’Ariston. Una giornata di confronto a carattere formativo e di aggiornamento in una realtà, come quella del ponente ligure, dove la penetrazione mafiosa e i problemi sociali non passano certamente in secondo piano. La creazione di una cultura della legalità e del rispetto delle persone è uno degli elementi di valore del lavoro dell’informazione e della formazione in ogni ambito. Sul palco sono saliti magistrati, giornalisti e gli studenti coinvolti nella realizzazione dei corti dedicati alla giustizia.

A te Pupa. A una settimana dalla tua scomparsa, dedico questo articolo, perché sei tra le donne incrociate nella mia vita che più hanno subito violenza da parte di un uomo, del tuo uomo, di tuo marito. Nemmeno con la sua morte sei riuscita a liberarti di quelle catene travestite da senso di responsabilità, così strette da impedire di muoverti e di respirare. Ora sei libera. Finalmente libera. Da ogni paura e da ogni catena.

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