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MARTINA GRIMALDI: intervista alla nuotatrice italiana, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012

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MARTINA GRIMALDI: intervista alla nuotatrice italiana, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012

GRIMALDI_1Martina Grimaldi è una giovane nuotatrice di fondo. Bologna è la città che le ha dato il natale 25 anni fa (il 28 settembre ne compirà 26). Si può considerare il fiore all’occhiello  del Gruppo Sportivo Fiamme Oro e del Circolo Nuoto UISP di Bologna.

Tanto per citare alcuni dei suoi grandi successi. Inizia la carriera nel 2006 agli Europei di nuoto di Budapest, giungendo sesta nei 5 km. Da lì in poi, è un’escalation continua, fino a giungere alle Olimpiadi di Londra nel 2012, dove sale il podio con la medaglia di bronzo, passando, nel 2008, dal decimo posto delle Olimpiadi di Pechino e la medaglia internazionale con l’argento agli Europei di Dubrovnik.

Nel 2010 entra a far parte delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Nello stesso anno, si aggiudica il titolo di campionessa mondiale nei 10 km a Roberval (Canada). Parte alla volta dei mondiali cinesi di Shanghai nel 2011, dove nuota nella gara dei 10 km, conquistando l’argento, e un mese dopo vince la gara preolimpica di Hyde Park a Londra. Sempre nello stesso anno, a Eilat, vince il suo primo titolo europeo nella 10 km.

Nel luglio del 2013, vince la gara di fondo di 25 km ai mondiali di nuoto di Barcellona e  conquista il titolo di campionessa mondiale.

Memorabile il risultato di Martina nella maratona di gran fondo Capri-Napoli svoltasi il primo settembre 2013.

Ai lettori, specifico che con nuoto di fondo si intendono le attività natatorie in acque aperte, come mare, fiume, lago.

GRIMALDI_2Ciao Martina. Quanto è importante l’alimentazione prima di una gara di fondo e degli allenamenti per ottenere buoni risultati come i tuoi?

Molto importante, perché lo è l’alimentazione. Per le gare, uno o due giorni prima, assumo una quantità più elevata di carboidrati. Durante la stagione di preparazione alle varie gare, la mia alimentazione (che tendo a ingrassare) è molto regolata. Un primo piatto a pranzo insieme a verdura e frutta, poco secondo, in genere un piatto freddo, non abbondante; a cena, invece, consumo un secondo piatto (di pesce o di carne) abbondante con verdura e frutta, evitando la pasta a cena. A colazione fette biscottate con marmellata oppure yogurt e cereali, accompagnandoli con bevande come succo di frutta o spremuta. Durante il giorno e ai pasti bevo solo acqua. A colazione, prima di una gara, mangio quello che mi va e forse anche un po’ di più rispetto alla norma, perché ho bisogno di più energia, come per esempio, nella 10 km sono due ore di lavoro concentrate e abbastanza impegnative, mentre nell’allenamento il lavoro, ovviamente, non è così intenso.

Ti alleni tutti i giorni?

Sì, a parte la domenica per via delle gare. Due volte il giorno, un allenamento la mattina e uno al pomeriggio, ciascuno di circa due ore e mezza o tre, a parte il mercoledì e il sabato che ne faccio uno soltanto, ma un po’ più lungo. In più, vado in palestra 2- 3 volte la settimana.

Titolo di studio?

 Diplomata al liceo scientifico, al momento sono iscritta all’università Scienze statistiche.

 Quando hai cominciato a frequentare la piscina?

A 3 anni, per un corso di nuoto classico. Da piccola i miei genitori mi portavano sempre al mare in vacanza, spesso in Sardegna o in posti dove l’acqua è molto bella, e a me piaceva molto stare a bagno, così “i miei” hanno deciso di iscrivermi a nuoto. A quel tempo facevo anche ginnastica ritmica, ma poi ho deciso di proseguire con il nuoto.

 Quando andavi a scuola ti impegnava molto questo sport?

Facevo un solo allenamento dopo la scuola, nel primo pomeriggio. Quando torni da nuoto non senti di dover riposare per dedicarti allo studio; finito l’allenamento facevo direttamente i compiti. Devo ringraziare i miei genitori e la nonna paterna che mi hanno dato una possibilità, perché mi accompagnavano e mi venivano a prendere, in questo modo accorciavo i tempi di viaggio e allungavo quelli dedicati allo studio.

Lo consideravi un sacrificio?

Io non li ho mai chiamati sacrifici, ma sono delle scelte e, a volte, delle rinunce da fare. Vale tutt’oggi.

Fai uso di integratori durante i tuoi allenamenti?

Sì, sali minerali, durante gli allenamenti, e aminoacidi, dopo gli allenamenti, per esempio.

Nella tua disciplina l’allenamento fisico/aerobico è fondamentale ma, per arrivare al massimo risultato,  quanto è importante quello mentale? 

Il mio allenatore, Fabio Cuzzani, dice che il fisico ci può essere, ma se non hai la testa non renderai al 100%, anche se sei strapreparato.

Quanto ritieni importante per questo sport il supporto di uno psicologo sportivo?

Per ora non ne ho bisogno, o almeno non ho bisogno di questa figura; un sostegno psicologico potrebbe arrivare dal mio allenatore. L’allenatore può aiutare l’atleta, ma uno psicologo può sostituire l’allenatore in determinate situazioni.

Cosa ne pensi di  Dyana Nyad che, a 64 anni,  ha compiuto la traversata da Cuba alla Florida? Può essere per te un esempio?

Non so se lo farei, non mi tranquillizza, vista la presenza di squali in quelle acque, ma sicuramente è una impresa fenomenale e lei è stata straordinaria. Al momento, però, non mi sento pronta per tutti questi chilometri, la distanza olimpica è di 10 km e io punto a quella.

I rapporti sociali con i coetanei nella vita di tutti i giorni sono penalizzati? I tuoi amici chi sono, compagni di scuola, di squadra o comunque nell’ambiente/ambito sportivo?

Ho tre amici, i miei migliori amici da quando eravano piccolissimi: Dario, Diego e Martina, quest’ultima la conosco dalla scuola materna, e tutti insieme abbiamo fatto le scuole dell’obbligo. Insieme a Diego e Dario condividevo anche la passione per il nuoto, loro hanno smesso, io ho continuato, ma non ci siamo mai persi di vista. Ho sicuramente degli amici nel campo natatorio e sono soprattutto quelli della nazionale, sono molto amica di Fabiana Lamberti, amica napoletana, e Rachele Bruni, nuota anche lei, toscana.

Hai tempo per un ipotetico fidanzato?

Sì, anche se è difficile perché facciamo una vita difficile. Per esempio, ho passato tutto marzo fuori, un partner deve accettare questo aspetto della mia vita.

Una persona deve essere del tuo ambiente?

 No, può esserne al di fuori.

Quanto influisce sulla tua vita sociale il rigore degli allenamenti e della alimentazione?

Nulla, se ho voglia una sera alla settimana posso uscire a mangiare la pizza, per esempio. Ovviamente non tutte le sere, ma solo quella in cui voglio sgarrare all’interno della settimana.

Come vedi il tuo futuro?

Vorrei finire l’università. Penso di nuotare fino a che la mia passione si esaurisce, magari una carriera in polizia, visto che devo ringraziare il gruppo sportivo delle Fiamme Oro perché mi dà la possibilità di nuotare; magari avere una famiglia.

Perché nel gruppo sportivo della polizia?

Nel nuoto non ci sono molte possibilità, per cui un atleta che ottiene buoni risultati ha bisogno di un sostegno di un gruppo. Sono i gruppi sportivi stessi, delle forze armate e non, a cercare di prendere ragazzi di vari sport che meritano. Anzi ringrazio le Fiamme Oro Napoli e il gruppo sportivo della Polizia di Stato.

Un sogno, qualunque, che vorresti realizzare, se avessi la bacchetta magica?

Se te lo dico, il mio desiderio non si avvera.

 Giustissimo!

Come mai gareggi spesso in paesi dell’Est ?

Non l’avevo mai notato, è solo un caso.

Ciao Martina, grazie.

Ciao.

di Susanna Sforza

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