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Jovanotti: Lorenzo live 2018

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Jovanotti: Lorenzo live 2018

Ieri sera l’ultimo show per Lorenzo live 2018 a Milano.

Dodici gli appuntamenti esauriti in tutta Italia per il Salone delle feste, così come si intitola il tour, che ha debuttato il 12 febbraio scorso al Mediolanum Forum in prima nazionale.

Lo spettacolo prodotto da Trident Music, ha conquistato pubblico e critica, imponendosi come lo show più importante del panorama della scena italiana.

Dodici serate affollate e tutte da vivere ballando, anche sugli spalti dove si scatena la festa. Sì, perché l’energia di Lorenzo è tanta, anzi di più, ed coinvolgente, tanto che se è il momento di un brano normalmente meno apprezzato, durante il concerto si trasforma in carburante nelle vene, diventando impossibile stare fermi nell’udirne il ritmo.

“I dodici giorni dopo 30 anni dal mio primo concerto proprio qui a Milano saranno impossibili da dimenticare. La mia gente è pazzesca e la mia gratitudine è grande. Mi fa molto piacere  quando i colleghi vengono a trovarmi al concerto, mi sento da sempre parte di una comunità di pazzi per la musica e ne ho le prove! Se il pubblico se ne va dal palasport con un seme di vitalità  piantato nel cuore io ho raggiunto il mio scopo, è uno spettacolo che parla di immaginazione e di vita, appunto. Abbiamo appena cominciato, da domani nuove città, e ogni sera un concerto come se fosse l’unico, stiamo arrivando!”  ha scritto Lorenzo sui suoi social. E così ha ringraziato anche il pubblico presente nel “Salone delle feste”, ricordando gli anni in cui giovane DJ iniziò l’avventura di cantautore, quasi per gioco, con “Jovanotti for President”. E così lo ricordo anch’io, come un ragazzino euforico alle feste di compleanno di Eros Ramazzotti allo Shocking Club, rinomata discoteca nell’edificio dell’ex Teatro Smeraldo che ha fatto ballare generazioni di giovani, ma non solo.

Il Salone delle feste è stato allestito in stile ottocentesco con grossi lampadari di cristallo lungo i lati, pronti a salire o scendere ad ogni cambio di scena.

“Nel salone della casa dove abbiamo montato lo studio per registrare il disco c’era un grande lampadario di cristallo, e mentre cantavo ce l’avevo sopra la testa, così ho pensato che fosse un segno e che in qualche modo avrei voluto portarlo in tour. Trasformare il palasport in una “ballroom”, un salone delle feste, modificare la percezione del luogo. Ne ho parlato con Giò Forma e loro hanno progettato questi lampadari che sovrastano il pubblico, lo scaldano, lo accolgono, le emozionano e durante il concerto si trasformano da oggetti classici in macchine da discoteca, astronavi, ufo, sparalaser, dischi volanti di luna park, lampioni di città.”

Lo spettacolo comincia appena si entra nel Palazzo: 13 grandi lampadari trasformano lo spazio in un vero e proprio salone delle feste. Ideati da Lorenzo e progettati da Claudio Santucci di Giò Forma, ogni lampadario ha 370 cm di diametro, 200 mt lineari di pendagli di vero cristallo e 120 macchine laser ciascuno.

“È iniziato tutto da una pagina di Don Chisciotte, poi è arrivato il lampadario e ho visto lo spettacolo che volevo fare. Cercavo un punto di partenza, un’immagine, una suggestione. In questi casi divento un cacciatore, sto in agguato in cerca di cose che attirino la mia attenzione in modo speciale e soprattutto irrazionale, come un bimbo in gita.”

Lo show si apre con un’opera realizzata da Manuele Fior, uno dei più grandi fumettisti italiani alle prese con la sua prima animazione, che per la prima volta collabora a uno spettacolo. Partendo dall’idea di Lorenzo ha scritto e realizzato un cartone introduttivo con protagonista il Jova/Don Chisciotte. Tre minuti d’immagini travolgenti che introducono l’adattamento teatrale di Corrado D’Elia, recitato in spagnolo dalla voce calda di Miguel Bosé.

“Sono sempre stato affascinato dal personaggio inventato da Cervantes, uno dei miti fondamentali della nostra storia. Era uscita una nuova traduzione di Don Chisciotte e leggendola ho scoperto che il cavaliere nel romanzo ha la mia età di oggi, è sulla cinquantina. È bastato questo “futile motivo” a farmi scattare sull’attenti e farmi pensare a lui come allo spirito guida dello spettacolo, una sorta di sottotesto. Poi, mi è capitato sottomano il testo che Corrado D’Elia ha scritto per il suo adattamento teatrale dell’opera di Cervantes e le cose si sono messe in fila nella mia testa. Avevo l’inizio del concerto e tutto poteva partire da lì. Ho chiesto infine a Miguel se gli andava di essere lui la voce del cavaliere errante e Bosé ha accettato. Ed è stato fantastico!”

La musica di Lorenzo mette d’accordo tutti: adulti, meno adulti, ragazzi e anche bambini. In sala ho davvero visto mescolarsi e ballare gente di ogni età.

Lorenzo ha ballato e cantato su un palco e delle piattaforme che si alzavano a croce coprendo l’intero spazio, per avvicinarsi e accontentare tutti. Ha interagito con i suoi fan come a una riunione tra amici, scherzando sulla nuova “singletudine” del chitarrista, mentre si rivolgeva a una ragazza tra il pubblico con un velo da sposa in testa, tranquillamente seduta in spalla a un giovanottone statuario nel suo ruolo provvisorio di colonna portante.

“Il cuore di tutto è la band, la musica naturalmente, le mie canzoni in questa sequenza pensata come un unico flusso in tre atti (più i bis). Non ho mai avuto una band in stato di grazia come stavolta, con una grande nuova sezione fiati e i miei musicisti collaboratori di sempre ancora più a fuoco. Chiedo molto alla mia band perché in questo concerto le atmosfere cambiano di continuo e per un musicista si tratta di spingere sempre al massimo e sempre in modo diverso. La spina dorsale dello show è la musica e il viaggio di passare dalle atmosfere acustiche all’hip hop al dancehall, alla disco al rock’n’roll senza fermarsi mai. Rispetto ai miei show degli ultimi dieci anni qui c’è un cambio di direzione verso un’idea più decostruita del concerto, più libera da qualsiasi schema, è un tour all’insegna della mia idea di rock’n’roll show.”

La scaletta è tiratissima: si balla dall’inizio alla fine! Trenta canzoni, una scaletta di hit imperdibili, con al centro un momento dj set di Lorenzo in consolle che ne raggruppa un’altra decina, e queste cambieranno ogni sera. Da L’ombelico del mondo, con quei ballerini gonfiabili colorati in mezzo alla gente, a Ciao mamma, passando per Sbam!, Fame e Le canzoni; da L’estate addosso a Safari, da Tutto l’amore che ho a Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, la scaletta è una sequenza di singoli da lasciare senza fiato. Una breve parentesi con Mi fido di te, Sbagliato, Baciami ancora, Chiaro di luna rappresenta la parte più acustica dello show, che chiude con Viva la libertà, brano tratto dall’ultimo album Oh, vita!, prodotto da Rick Rubin, che ha già superato le 120 mila copie vendute. Un mantra, quasi una canzone per bambini che resta nelle orecchie e accompagna il pubblico alla fine della festa.

“Il messaggio di questo tour è nello spettacolo, che è in se stesso una dichiarazione d’amore, una celebrazione della vita, della fantasia, della forza dell’immaginazione, dell’apertura, dell’incontro, della libertà. Si balla per quasi tutto il tempo e quando non si balla si può fare l’amore.” Scarica un messaggio di Lorenzo per te.

“Il Gran Ballo della Tribù di Lorenzo” è appena partito. Dal 3 marzo sarà infatti a Rimini, dove lo spettacolo è stato allestito e dal 10 marzo, per nove serate, al Mandela Forum di Firenze. E poi in tour fino a fine giugno. Ecco tutte le date del concerto.

Nel parterre ogni sera, grazie alla collaborazione con Canon, Digital Imaging Partner di Lorenzo Live 2018, sarà possibile farsi una foto ricordo della serata…con un Jova! I fan potranno, infatti, farsi scattare delle fotografie e riceverne immediatamente una copia stampata. Inoltre, potranno realizzare il proprio scatto insieme a Lorenzo attraverso la tecnica del photo stitch, affiancando la propria immagine “live” a quella virtuale dell’artista, per avere un ricordo unico del concerto. #LiveForTheStory #LorenzoLive2018 @CanonItaliaSpa

In scena con Lorenzo: Saturnino (basso), Riccardo Onori (chitarra), Christian Rigano (tastiere e synth), Franco Santarnecchi (piano e fisarmonica), Gareth Brown (batteria), Leo Di Angilla (percussioni), Gianluca Petrella (trombone), Jordan MC Lean (tromba), Matthew Bauder (Sax).

 

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