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È l’ORA legale, si cambia naturalmente!

BELLEZZA & BENESSERE

È l’ORA legale, si cambia naturalmente!

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo si porteranno le lancette avanti di un’ora, passando dall’ora solare a quella legale: ecco come affrontare naturalmente questo cambiamento, che toglierà un’ora di sonno, ma regalerà un’ora di luce

IMG_0445Come una macchina del tempo, l’orologio gira le lancette, ma solo per spostarsi avanti o indietro di un’ora e solo due volte l’anno. Questo cambiamento, può influire su alcune persone minimamente, tanto da non accorgersene, mentre in altre, magari più sensibili, si palesa una sorta di malessere e di spossatezza non localizzati, facendole sentire “sfasate” per qualche giorno. Ed ecco allora la natura venire in aiuto, mitigando queste variazioni del bioritmo.

Ma cosa accade all’organismo?

Ce lo spiega la dottoressa Ilaria Demori, endocrinologa e docente di PNEI:

In questo periodo dell’anno, l’orologio biologico, che è tarato su un ritmo di 24 ore e in base alla luce solare, subisce una variazione nella normale produzione di neurotrasmettitori (tipo melatonina e serotonina), incidendo sia sul ritmo sonno-veglia sia sul tono dell’umore, ma anche affaticabilità, dolori reumatici e disturbi digestivi, in quanto alcune aree del sistema nervoso centrale sono sensibili anche ai mutamenti della temperatura, umidità e dei campi magnetici. È come se l’organismo si dovesse “riassettare” su una nuova fase.

 

Il nucleo ipotalamico soprachiasmatico rappresenta l’orologio biologico principale, il pace-maker che sincronizza le attività fisiologiche al ciclo luce-buio, ricevendo le informazioni dalla retina attraverso il tratto retinoipotalamico.

Dal nucleo soprachiasmatico i segnali passano agli orologi biologici periferici, in particolare alla ghiandola pineale (epifisi), che produce l’ormone melatonina, “l’ormone dell’oscurità”, secreto la notte mentre dormiamo.

La melatonina informa l’organismo sull’ora del giorno e sul momento stagionale, influenzano i ritmi ormonali, e quindi le funzioni riproduttive, il metabolismo, la regolazione della temperatura corporea e le funzioni del sistema immunitario. Secondo il paradigma scientifico della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) all’interno dell’organismo umano vi è una fitta rete di comunicazione bidirezionale e diffusa, non gerarchica tra i diversi organi e apparati, che avviene grazie all’utilizzo di segnali chimici condivisi, in reciproca relazione con l’ambiente fisico e sociale. È chiaro, quindi, che anche il piccolo stress del cambio dell’ora, da solare a legale e viceversa, a cui siamo sottoposti 2 volte all’anno, può causare diversi sintomi fisiologici e disagi più o meno grandi anche a seconda della sensibilità del soggetto. Innanzitutto ne può risentire il ritmo sonno-veglia, con conseguente affaticamento, stanchezza ed irritabilità, ma anche aumento dello stato pro-infiammatorio.

Dall’inverno alla primavera-estate, le modifiche del clima sono meno “traumatiche” rispetto alla stagione autunno-inverno e di conseguenza l’organismo fa meno fatica, perché aumentano le ore di luce e, salvo condizioni climatiche particolari, anche le giornate soleggiate, instillando automaticamente  benessere e buonumore. Ma ogni mutamento climatico e di fuso orario, come il ritorno all’ora solare o il jet lag, porta con sé qualche disturbo più o meno evidente.

Il cambio d’ora autunnale è più difficile per i soggetti con tendenze ansiose e depressive, che subiscono spesso in questo periodo un aggravamento dei sintomi.

Per alleviare i sintomi connessi a questo delicato passaggio può essere utile aumentare l’attività fisica, anche con semplici passeggiate di buon passo, ad azione anti-infiammatoria, e che ci permettano di godere al meglio della luce solare, fondamentale anche per la sintesi di vitamina D, un altro

ormone regolatore di molte funzioni fisiologiche. Consumare pasti leggeri e gestire al meglio lo stress dei ritmi quotidiani con attività quali meditazione, yoga, tai chi, chi gong, ecc.

La dott.ssa Marta Minniti, naturopata, offre una spiegazione anche a livello più “energetico”. Infatti, secondo la medicina tradizionale cinese – MTC –il cambio dell’ora origina uno sfasamento del ciclo circadiano.

Orologio Cinese2Il ciclo circadiano è legato alla rotazione della Terra e allo scorrere delle ore. È importante, però, considerare che un’ora dell’orologio cinese corrisponde a 2 ore del nostro organismo. Questo ciclo viene diviso dalla Medicina Tradizionale Cinese in 12 zone, corrispondenti ai 12 meridiani energetici, collegati a loro volta a organi e visceri del nostro corpo, oltre che ad aspetti emozionali specifici. Il flusso di questa energia vitale non si mantiene costante nel corso della giornata ma raggiunge un picco in momenti diversi a seconda del meridiano e dell’organo.

Risulta, quindi, chiaro come il cambio dell’ora vada ad incidere su questo naturale flusso energetico, portando scompensi, anche nel campo emozionale, che richiedono spesso un intervento di riequilibrio.

Il dott. Massimo Beviglia Canè, farmacista e omeopata, per affrontare questo delicato momento suggerisce i seguenti rimedi omeopatici:

– Coffea cruda 9 CH: 5 granuli prima di andare a letto. Si può prendere una dose anche durante la notte, se necessario. La Coffea cruda è indicata per chi rimugina in continuazione, senza riuscire a prendere sonno, si è agitati, ansiosi, euforici per pensieri piacevoli ed esaltanti ( ad es. ho vinto al superelanotto, progetto un viaggio, le vacanze, ecc.).

– Arnica 9 CH, 5 granuli: la notte del cambio dell’ora, prima di andare a dormire, per affrontare il cambiamento, quando si è particolarmente affaticati fisicamente.

– Nux vomica 9 CH per chi è sicuro e deciso, indaffarato e iperefficiente, estremamente vigile e iperstimolato, viaggia spesso per lavoro ( Jet-lag) e ha spesso problemi digestivi (gastrite e nausea dopo i pasti, migliorati da breve pennichella).

– Ignatia Amara 9 CH: insonnia di natura ansiosa, soprattutto se sopraggiunta dopo un trauma emotivo, un lutto.

– Gelsemium 9CH: 2 granuli mattina e sera lontano dei pasti, per 7 giorni, nel caso di stanchezza, apatia e conseguente irritabilità, perdita di concentrazione.

– Kalium phosphoricum 9 CH aiuta quando si ha difficoltà di concentrazione e memorizzazione: 1 volta al giorno.

– China rubra 5 CH: quando la stanchezza diventa ciclica e si presenta più volte durante la stagione, soprattutto quando si è particolarmente debilitati da una malattia: 5 granuli al mattino e alla sera.

 

Floriterapia

Fiori di Bach

  • Walnut è il fiore dei cambiamenti per eccellenza: Chi sa già di avere difficoltà ad affrontare il cambiamento dell’ora, dovrà iniziare a prenderli qualche giorno prima e proseguire qualche giorno dopo.
  • Honeysuckle è il fiore per chi è legato al passato e fa fatica, dunque, ad adattarsi al presente e alle nuove situazioni; il cambio dell’ora può essere considerata una di queste. Inoltre, è indicato quando i cambiamenti si manifestano sull’apparato gastrointestinale: difficoltà a digerire e intestino irritato.
  • Rockwater è il fiore he può aiutare nel caso il cambio dell’ora causasse depressione.
  • Clematis è il fiore per chi tende a vivere sulle nuvole, è dispersivo e manca di concentrazione.
  • Olive è utile nei casi di astenia, per chi è momentaneamente incapace di gestire l’energia e di misurare le proprie forze, arrivando allo sfinimento.
  • Hornbeam contro la spossatezza mentale, la mancanza di vitalità e il senso di stanchezza.

Fiori australiani

  • Stress stop: è un’essenza combinata per ottenere rilassamento, contro lo stress, armonizzando i ritmi biologici e migliorando la qualità del sonno.
  • Energy: questa essenza combinata è utile per le persone che sentono un calo energetico e che vogliono ritrovare l’entusiasmo per la vita.
  • Banksia robur: fiore specifico per le persone normalmente dinamiche ma che per determinate ragioni si sentono stanche. Contro l’astenia in generale e nelle sindromi da stanchezza cronica.

Come vanno assunti i due tipi di fiori:

I fiori di Bach: 4 gocce, 4-5 volte al giorno, per 7 giorni

I fiori australiani: 7 gocce sotto la lingua da 2 a 4 volte al giorno, a seconda del bisogno.

Fitoterapia

  • Valeriana e passiflora aiutano contro l’insonnia, sia in forma di tisana che come preparati in gocce o pastiglie già pronti in commercio.
  • Astenia: ginseng ed eleuterococco sono piante adattogene in grado di aumentare le capacità dell’individuo di gestione dello stress.

Oligoelementi

  • Melatonina con zinco e selenio?? Serve a regolarizzare il ritmo sonno-veglia. In vendita, si trovano già associati in un unico prodotto: è sufficiente assumerne 30 minuti prima di andare a dormire, per 15-30 giorni.
  • Manganese-cobalto
  • Zinco-rame
  • Magnesio: la forma più biodisponibile è il magnesio citrato o magnesio supremo.

Aromaterapia

  • Olio essenziale di limone: può essere diffuso nell’ambiente, annusato, utilizzato per bagni aromatici energizzanti, tonificanti e antidepressivi o spalmato sul corpo con olio o crema.

di Susanna Sforza

Con la consulenza di:

– dott. Massimo Beviglia Canè, omeopata e farmacista a Genova

– dott. ssa Marta Minniti, naturopata a Imperia, www.martaminniti.it

– dott.ssa Ilaria Domori, endocrinologa e docente di fisiologia all’Università di Genova e PNEI

 

 

 

 

 

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