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Citroën C4 Cactus: dalle Alpi alle Alpi

DONNA IN VIAGGIO

Citroën C4 Cactus: dalle Alpi alle Alpi

II tappa: Imperia/Bressanone – #DiscoverC4Cactus

Tutto è pronto per una nuova avventura con Citroën C4 Cactus.

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Carico il bagagliaio (capacità 380 lt), per una volta riesco a incastrare di tutto e di più: dal trolley, alla borsa per la palestra, all’abbigliamento e agli accessori per la neve – anche se non ce ne sarebbe bisogno perché a destinazione si può trovare tutto l’occorrente (ma al momento ne sono ancora ignara) e P_20160123_111604magicamente rimane ancora dello spazio.  Quasi, quasi… ma cerco di contenermi. Il mio ragionamento “lo prendo, non si sa mai”, in questo caso ha trovato ampio spazio, in tutti i sensi.

IMG_1932Il park control rende agevole la manovra per gestire i 4,157 m di lunghezza e 1,729 m di larghezza, senza rimbalzare lo sguardo tra i retrovisori e attuando torsioni varie. La larghezza dell’auto aumenta a 1,946 m se si considerano gli specchietti laterali.

Durante il tragitto cittadino è molto utile il dispositivo stop&start, che spegne e riaccende l’auto rispettivamente togliendo e inserendo la marcia ai semafori, nel traffico o comunque durante una sosta temporanea, per il rispetto dell’ambiente e la riduzione dei consumi.

I sedili “effetto poltrona” permettono di guidare per molte ore, senza stancarsi: io, dopo aver percorso quasi 600 km sono arrivata a destinazione fresca come una rosa, senza sentirmi anchilosata. A completare, il bracciolo contenitore tra i due sedili anteriori, dove mettere piccoli oggetti. Sulla C4 Cactus si viaggia molto comodi anche in 5.

Le portiere anteriori e posteriori dispongono di tasche profonde e spaziose (riescono a contenere portafoglio, cellulare e bottiglietta dell’acqua)  per chi si siede davanti, ma anche per il comfort dei passeggeri che stanno dietro.

La C4Cactus si comporta benissimo su tutti i percorsi: declivio, sdrucciolevole, sterrato, autostrada, città e la tenuta di strada è ottima.

Lo stesso vale per le condizioni climatiche: sole, pioggia, vento forte e neve, le ho provate tutte – non che me le sia cercate – , alla C4 Cactus non fanno un baffo, l’auto risponde con stabilità e aderenza al terreno; ovviamente, durante l’inverno vanno montati gli pneumatici adatti (il codice stradale stabilisce  da metà novembre a metà aprile le auto siano disposte di pneumatici invernali o che si abbiano le catene da neve a bordo).

Mi immetto in autostrada con la Citroën C4 Cactus, lasciandomi alle spalle il mare e la cittadina ligure che, grazie alle Alpi Marittime disposte a scudo tutt’intorno in questa parte del Ponente Ligure, rimane sempre protetta dai rigori dell’inverno. Punto la destinazione con la C4 Cactus verso un altro genere di Alpi, più Orientali.

Accanto al contachilometri digitale noto un numerino con una freccia: mi suggerisce la marca da ingranare. Rimango un po’ sbigottita, confesso, e penso a chi possa essere utile tale “marchingegno”, ma senza pormi altre domande, decisamente divertita, scatto le foto “al volo” (sto guidando) e proseguo.

L’arrivo a Bressanone è stato ravvivato da Messer Navigatore, fuorviandomi dalla retta via, ma il buon senso dell’orientamento mi è venuto in aiuto.

P_20160124_164141Finalmente, imbocco la strada giusta e arrivo all’Hotel Fischer**** situato a Cleran, una frazioncina immersa nel verde e molto tranquilla, nelle immediate vicinanze della città e dalla Plose, il paradiso sciistico ed escursionistico Plose-Bressanone. L’hotel è stato ristrutturato di recente (primavera 2015) ed è il connubio perfetto tra architettura tradizionale e contemporanea, incastonato dolcemente nella natura. Nell’hotel Fischer infatti, legno e natura sono i temi dominanti: un po’ dappertutto – stanze, spazi comuni e area wellness – ampie vetrate permettono all’interno di interagire costantemente con l’esterno, persino dal bagno si può continuare a godere di uno scorcio del bel panorama o di un tramonto, secondo l’ubicazione nell’edificio. Tutt’intorno delle belle passeggiate da effettuare assaporando il piacere della natura e della tranquillità. Dopo aver parcheggiato la C4Cactus nel parcheggio dell’albergo e preso possesso della camera, esco dall’hotel e inizio a perlustrare la zona, percorrendo un sentiero che mi fa scoprire la piccola frazione. Cena al ristorante dell’hotel preparata con mano sapiente dallo chef Fischer. Sì, perché qui la gestione è familiare.

La mattina successiva, dopo essermi bardata come un panino imbottito, prendo la navetta Plose Shuttle (orario e tragitto su www.plose.org) che dall’hotel porta direttamente alla cabinovia Plose; in realtà il servizio collega Bressanone alla stazione a valle della Plose con varie fermate intermedie. Chi arriva in auto, trova numerose possibilità di parcheggio gratuito.

Presso la cassa della stazione a valle si può acquistare lo ski pass, valido anche per più giorni, e con la cabinovia raggiungere le numerose piste da sci e da slittino “RudiRun”, quest’ultima di ben 10,5 km, la più lunga di tutto l’Alto Adige. La stessa esperienza è possibile effettuarla di notte con la luna piena che illumina la pista: che romantico. Proprio in questi giorni il San Valentino rende la Plose la meta ideale anche per gli innamorati.

Presso la stazione a valle della Plose, inoltre, è possibile noleggiare sci, scarponi, caschetto e slittino, ma anche tuta e giubbotto, risparmiandovi la fatica di caricare l’auto eccessivamente (Rent and go – www.rentandgo.it). Sempre da Rent and go, una speciale sezione è dedicata alla donna (Rent in Rose, lo sci al femminile).

IMG_1918In loco, si hanno anche a disposizione bar, bancomat e negozio di articoli sportivi. Inoltre, è possibile prenotare delle lezioni presso la scuola di sci e snowboard per rinfrescare antiche memorie a anche per imparare da zero (www.ploseskischule.it). Per avere un’idea dei prezzi: il corso di sci di 2 ore al giorno per 5 giorni € 120; 4 giorni€ 110 e 3 giorni € 100. Su richiesta, escursioni guidate con maestro Sellaronda, Grande Guerra, Cortina. Insomma, a La Plose la vacanza è adatta a tutti: amici, coppia, famiglia con bambini (c’è persino l’Asilo neve)! In inverno e in estate c’è sempre qualcosa da fare o da vedere, grazie anche a una serie di belle passeggiate per godere appieno della montagna.

IMG_1919Dopo due ore di lezione di sci con il maestro (quanta santa pazienza ha avuto!) sono salita con la cabinovia a monte e ho pranzato al ristorante con piatti tipici locali. Da lì, ben rimpinzata, giù per la RudiRun! La pista è divisa in due tappe, RudiRun 1 e RudiRun 2, per chi non se la sente di percorrerla tutta; rincuora l’idea di poter dimezzare il percorso, ma vi posso garantire che, pur essendo stata per me la prima volta, sono scesa lungo tutti i 10,5 km davvero con gusto. Una divertente esperienza da condividere con tutta la famiglia, gli amici o il partner. L’idea è quella dello “slittino sicuro”, mettendo il caschetto e non dimenticando le buone regole che non solo la montagna insegna e devono valere per la vita di tutti i giorni e in ogni dove: rispetto in primis!

Ragazze, che giornata fantastica! Sole, natura e tante buone risate. Ho pianto dal ridere!! Da provare, consigliatissimo!

P_20160126_133848L’indomani si replica! Questa volta la giornata è dedicata alle passeggiate sulla neve. Shuttle Plose, stazione a valle, cabinovia e dalla stazione a monte, passin passino – a piedi -, attraverso un sentiero di 2,5 km (circa 45 minuti) adatto anche ai passeggini, per mamme e papà o semplicemente per gli appassionati di montagna che hanno voglia di camminare in mezzo alla neve e alla natura, per raggiungere la Malga Rossalm giusto in tempo per il pranzo, luogo dal quale si può apprezzare la spettacolare vista sul Sass de Putia e sulle Odle. Qui ho potuto gustare il Kaiserschmarren Rossalm, una sorta di frittata dolce, con composta di mirtilli rossi e mousse di mele, e gli Erdäpfelblattlan“ con crauti della Val Venosta, dischetti di pasta di patate fritti, piatto tipico della cucina contadina sudtirolese (vedi foto). Da Rossalm si può pernottare per chi desidera essere già di prima mattina sulle piste da sci o sulla via di belle passeggiate; ideale anche per un San Valentino o per un weekend romantico.

 

Il rientro è di nuovo a piedi, fino alla stazione a monte della cabinovia e poi lentamente
IMG_1931trasportata con la “carrozza del cielo” fino a valle.

Riprendo lo Shuttle che mi porta in hotel, dove posso rilassarmi un pochino, fare la sauna e l’idromassaggio, prima di prepararmi per gustare di nuovo le prelibatezze che lo chef Fischer ha preparato per cena.

Un bel sonno ristoratore nella mia camera silenziosa e accogliente conclude la seconda tappa di questo viaggio. Domani è un altro giorno e un altro viaggio con la Citroën C4 Cactus. #DiscoverC4Cactus. La terza tappa prevede Bolzano e Merano con una breve sosta a Bolzano centro.

Mentre mi addormento, prego che il navigatore mi indichi la strada giusta prima verso Bressanone, poi in direzione Bolzano. Ma il pensiero della giornata mi strappa ancora una  risata nel silenzio e nel buio della notte, e subito dopo mi addormento.

di Susanna Sforza

Il modello del test drive è Citroën C4 Cactus 1.2 benzina 

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